20/07/10

Burrocacao e rossetto

Era da un pò che avevo in mente di realizzare degli stick per le labbra solo che per pigrizia ho rimandato di taaanto tempo :) l'anno scorso li avevo fatti e sono stata abbastanza sodisfatta, così ho ripetuto lo spignatto e ho realizzato questa ricettina:

Ricetta burrocacao protettivo e nutriente

cera d'api 4 gr
burro di cacao 2,5 gr
burro di karitè 1,2 gr (doveva essere 1 gr ma ne ho messo un pò di più)
burro di murumuru 1 gr
olio di albicocca 1 cucchiaino

Con queste dosi sono venuti 3 stick. Due li ho lasciati così, senza aggiunte, e ne ho fatto del semplice burro cacao per le labbra. Ho usato della cera d'api scura e il burro di cacao di AZ che è proprio color cioccolato, quindi il risultato è un colore tipo beige.
Il terzo invece l'ho colorato con circa 0,3 gr di ossido rosso (in realtà non l'ho pesato, è una dose approssimativa! la prossima volta devo essere più precisa). Se devo essere sincera il colore non mi piace affatto XD è un rosso che vira troppo sull'arancio e da solo non lo metterei mai sulla mia carnagione risalta troppo e non mi pace per niente, però lo uso come base e sopra metto un altro rosseto, uno che dà sul lilla, per bilanciare il colore e il risultato è accettabile :)
Colore a parte, il rossetto ovviamente ha tutte le proprietà degli altri 2 stick e quindi è molto idratante e protettivo.Per quanto riguarda la tenuta invece non mi posso lamentare, il colore si stende bene ed è anche presistente. Il prossimo rossetto lo colorerò meglio, preparando bene la miscela di pigmenti fino ad ottenere il punto di colore che desidero. Solo che ero proprio presa dalla pigrizia più profonda e non mi andava di stare lì a miscelare colori, peggio per me :)

Procedimento:

Ho semplicemente messo tutti gli ingredienti, tranne l'ossido, in un barattolino di vetro, l'ho messo a bagnomaria e ho aspettato che tutto fosse sciolto (quella che impiega di più è la cera). Poi ho colato la miscela liquida nei primi 2 stick (riciclati ;>), poi ho aggiunto l'ossido alla miscela rimasta e l'ho colata nel terzo stick. Ho messo i 3 stick in frigo per un pò per accelerare finchè non erano pronti.

Ecco la foto di un burrocacao e del rossetto:

12/06/10

Crema corpo idratante cocco&albicocca

L'estate è arrivata!! ^^ e con lei il caldo...non so a voi, ma a me d'estate le creme piacciono più leggere, sia per il viso che per il corpo, quelle più grasse e ricche le lascio all'inverno. Quindi, questa è la ricetta di una crema che ho fatto per una mia amica che voleva una crema idratante ma leggera per l'estate. Le dosi sono per 200 ml, quindi per fare le % basta dividere le quantità per 2.

*Crema corpo idratante cocco&albicocca*

Fase A
acqua minerale 140 ml
glicerina 10 ml
xantana 1 gr

Fase B
olio di jojoba 10 ml
olio di macadamia 10 ml
olio di riso 6 ml
burro di karitè 4,5 gr
metilglucosio sequistearato 6 gr
alcol cetilico 4 gr

Fase C
vitamina E 20 gtt
provitamina B5 60 gtt
estratto di malva 10 gtt
aroma cocco 18 gtt
aroma albicocca 12 gtt
soluzione K+Na 5 ml
acido lattico 9 gtt  (pH 5)

E' venuta fluida e bianchissima, non fa troppa scia bianca e la cosa bella è che si assorbe subito senza lasciare la pelle unta. Siccome la mia amica la voleva fruttata l'ho profumata con cocco e albicocca che secondo me sono una coppia deliziosa, specialmente per l'estate. L'albicocca è più forte come profumo e per questo ne ho messo un pò meno.
Gli oli che ho scelto sono leggeri o medi, per rendere la crema leggera, e il burro di karitè, immancabile in tutte le mie creme, la rende nutriente.
Il conservante che ho usato, la soluzione di sorbato di potassio e benzoato di sodio, è basico e alterano il pH rendendo la crema, quindi ho regolato il pH con acido lattico fino ad arrivare a 5. Mi raccomando, ricordate sempre di controllare il pH dei vostri spignatti!
Come sempre, le foto:

le due fasi a bagnomaria a scaldare:


unire le fasi, mescolare e poi frullatina veloce:















e questa è la crema finita:



Balsamo!

Finalmente, dopo aver tenuto il mio esterquat per tanto tempo ad aspettare, mi sono decisa a fare il balsamo. L'esterquat è l'ingrediente fondamentale, il condizionante, cioè la sostanza che serve a districare i capelli rendendoli pettinabili. Un pò più tecnicamente è un tensioattivo cationico che si presenta sotto forma di perline da sciogliere nella fase oleosa ed è l'altrenativa ecobio ai condizionanti che si trovano in tutti i balsami "industriali", cioè behentrimonium chloride ecc.
La formulazione di un balsamo, anche se si tratta sempre di un'emulsione, è un pò diversa da quella di una crema: infatti nel balsamo va pochissimo olio e non è necessario usare un emulsionante, perchè l'esterquat ha già potere emulsionante per conto suo; al massimo si può aggiungere un co-emulsionante come l'alcol cetilico per dare consistenza e densità al prodotto.

Per trovare la % di oli ed esterquat più adatta ai propri capelli bisogna sperimentare un pò, provando diverse combinazioni fin quando non si trova la ricetta ideale. Le dosi classiche sono:

esterquat 8%
oli 4%
cetilico 1,5 %

comunque se l'esterquat all' 8% non dovesse andar bene si può tranquillamente modificare a seconda delle proprie esigenze, scendendo al 4% o al 6%. Diminuendo la % di esterquat il balsamo viene meno denso e inoltre, diminuendo la sua quantità, diminuisce anche la quantità di oli che riuscirà ad emulsionare. Quindi conviene abbassare anche  la % di oli, oppure se si vuole mantenere una determinata quantità di oli e abbassare solo quella del condizioanate, si può aggiungere alla formula un'emulsionante (ideale il metilglucosio sequistearato che va benissimo in coppia con il cetilico) per evitare il rischio di separazione.
Io per i miei capelli secchi come la paglia e che si annodano tantissimo ho scelto la formulazione classica:

fase a:
acqua al 100%
glicerina 5%
gelificante

fase b:
esterquat 8%
oli 4%
cetilico 1,5 %

fase c:
proteine
profumo
conservante

e più nel dettaglio metto sotto la formula completa.

♥ Ricetta balsamo districante cocco&ylang ylang per 200 ml ♥

Fase A:
acqua 160 ml
glicerina 10 ml
natrosol (idrossietilcellulosa) 3 gr

Fase B:
esterquat 16 gr
cetilico 3 gr
olio di mandorle dolci 4 ml
olio di riso 4 ml

Fase C:
proteine della seta 30 gtt
conservante cosgard 40 gtt
aroma cocco 26 gtt
oe ylang ylang 2 gtt

Quando lavorate con l'esterquat versate sempre la fase acquosa in quella oleosa e mai al contrario, perchè solidifica velocissimamente e rischiate di ritrovarvelo tutto attaccato alle pareti del barattolo già solido (com'è successoa me la prima volta...) e poi riprenderlo è un'impresa. E sempre per lo stesso motivo mescolate velocemente le due fasi dopo averle unite e tenete a portata di mano un minipimer per eventuali grumi. 
Mi è venuto densissimo e molto compatto, come una maschera. L'ho usato dopo lo shampo, l'ho massaggiato sulle lunghezze e poi l'ho risciacquato. Sinceramente mi è sembrato un pò leggerino per i miei capelli, sia a livello di oli che di esterquat! La prossima volta voglio aumentare le dosi e provare a usare la xantana per gelificare l'acqua.

Rettifica! ho usato di nuovo questo balsamo e stavolta mi è sembrato davvero perfetto (e i miei capelli erano in condizioni pietose) perchè ha districato benissimo e non me li ha lasciati per niente secchi. L'altra volta evidentemente ne ho preso poco e mi è sembrato meno efficace e questa formula va benissimo per me ;)
Ed ecco le immagni del mio spignattamento:

qui faccio scaldare a bagnomaria la fase oleosa in cui c'è l'esterquat (a sinistra) e la fase acquosa (a destra)

appena l'esterquat è tutto sciolto, verso velocemente la fase acquosa in quella oleosa
















visto che si solidifica alla velocità della luce mescolo velocemente e dò una bella frullata con il minipimer ed ottengo un'emulsione molto cremosa


ed ecco il balsamino nel vasetto :)

22/05/10

Fare il sapone in immagini

E dopo aver parlato della teoria per fare il sapone, ecco il reportage fotografico del procedimento per fare un sapone :D
Qui ci sono tutti gli ingredienti e l'attrezzatura: pronti per iniziare a lavorare!


L'olio di cocco è a bagnomaria per farlo sciogliere. Quando la temperatura è inferiore a 20°C, come d'inverno,  si solidifica, qundi meglio farlo riscaldare prima per poi poterlo pesare ed unirlo agli altri oli.


Versate la soda nell'acqua nella brocca di pirex: da questo momento si sprigionerà molto calore e la temperatura  si alza di parecchio, può arrivare anche a 90°. Meglio farlo dentro il lavandino (se è d'acciaio) così se si dovesse versare non succederebbe un gran danno e, possibilmente, vicino ad una finestra. Usate sempre i guanti e attenzione ai fumi della soda!  adesso mescolate fin quando la soda si è sciolta. Tenete la temperatura sotto controllo con il termometro e aspettate che arrivi a circa 45°.


Ecco gli oli nel pentolino di acciaio a scaldare. Meglio tenere la temperatura costantemente sotto controllo perchè riscaldano davvero in pochissimo, se non si fa attenzione si rischia di far salire troppo la temperatura e poi bisogna aspettare un bel pò perchè torni a 45°.


Quando la temperatura della soluzione acqua-soda e quella degli oli raggiunge i 45° arriva il momento cruciale: versare la soluzione negli oli.


Poi si inizia a mescolare per amalgamare la soluzione e gli oli...


...e poi si frulla col minipimer finchè non si addensa.


Ecco che inizia ad addensarsi. Presto arriverà la fase di nastro e a quel punto si possono aggiungere profumazione, coloranti ed eventuali altre aggiunte, come ad esempio fiori di lavanda, ecc.


Quando le aggiunte sono fatte, il sapone è pronto per essere versato negli stampi di silicone o nelle forme che avete preparato precedentemente...


...e poi avvolgetelo nella carta da forno, così eviterete di sporcare la coperta pesante in cui dovrete avvolgere nuovamente il tutto. Adesso lasciatelo riposare per 48 ore.


E questo è il risultato dopo 48 ore! ecco le saponette appena sformate :)


All'inizio il colore è un pò falsato, sbiancherà con la stagionatura. Lo stesso vale per il profumo, all'inizio sa un pò di olio. Io non ho mai usato fragranze sintetiche quindi non so come risultano, comunque se profumate con gli oli essenziali più avanti sentirete l'odore più forte ;)

Il sapone


Il sapone è il risultato di una reazione chimica, detta saponificazione, che avviene fra una soluzione caustica (cioè con pH molto basico) e del grasso vegetale o animale. Saponificare in casa è facile, ma dal momento che si lavora con una sostanza molto irritante e aggressiva, la soda caustica (formula chimica NaOH), bisogna stare attenti a non toccarla con le mani e a non farla finire sulla pelle e usare sempre i guanti. Il sapone è fatto di:

H2O + NaOH + grassi (oli e burri)

♥ Formulare un sapone ♥

Ecco le materie prime che occorrono per fare il sapone:

• acqua distillata
• oli/burri
• soda caustica (NaOH)
• oli essenziali o altre profumazioni
• coloranti (opzionali)
• antiossidante (se l'avete)

La ricetta base per 1 kg di sapone fatto col metodo a freddo è:
3oo gr d’acqua, 1000 gr di grassi e la soda da calcolare in base ai grassi scelti.

Quindi se per esempio vogliamo farne 500 gr, basterà dimezzare: 150 gr d’acqua, 500 gr di grassi e la soda, sempre in base ai grassi.

♥ Scelta degli ingredienti ♥

Innanzitutto è importante ricordarsi che l'acqua dovrà essere sempre distillata. Poi viene la scelta dei grassi. Potete saponificare con gli oli e i burri che preferite, ma comunque non vanno scelti a caso. Ognuno di questi grassi infatti, una volta saponificato, ha una resa diversa, cioè farà più o meno schiuma e sarà più o meno delicato sulla pelle, e quindi darà un sapone diverso.
Ogni olio o burro ha un indice di saponificazione (IS), cioè un numero che ci dice qual è la quantità di soda che serve per saponificare un grammo di quel determinato grasso.

Tipo di burro o olio e IS:

Albicocca (prunus armeniaca) 0,135
Arachidi (arachis hypogaea) 0.136
Argan (argania spinosa) 0.195
Avocado (persea gratissima) 0.133
Babassu (orbignya oleifera) 0.175
Borragine (borrago officinalis) 0.136
Cacao burro (theobroma cacao) 0.137
Canapa (cannabis sativa) 0.135
Caprilico caprico trigliceride 0.235
Cartamo (carthamus tinctorius) 0.136
Cocco (cocos nucifera) 0.184
Colza (brassica campestris) 0.124
Cotone (gossypium herbaceum) 0.138
Enotera (oenohera biennis) 0.136
Germe di grano (triticum aestivum) 0.131
Girasole (helianthus annuus) 0.134
Jojoba (simmondsia chinensis) 0.059
Karitè burro (butyrospermum parkii) 0.128
Kukui (aleurites triloba) 0.135
Lino (linum usitatissimum) 0.136
Macadamia (macadamia ternifolia) 0.139
Mais (zea mays) 0.136
Mandorle dolci (prunus dulcis) 0.136
Mango burro (mangifera indica) 0.128
Neem (melia azadirach) 0.139
Nocciole (corylus avellana) 0.136
Noci (juglans regia) 0.135
Oliva (olea europaea) 0.134
Palma (elaeis guineensis) 0.141
Noccioli di palma (elaeis guineensis) 0.156
Pistacchi (pistacia vera) 0.135
Senape, semi (sinapis alba) 0.124
Ricino (ricinus communis) 0.128
Riso (oryza sativa) 0.128
Rosa (rosa moschata, rosa canina) 0.132
Sesamo (sesamum indicum) 0.133
Soia (glycine soja) 0.135
Vinaccioli (vitis vinifera) 0.126
Zucca (cucurbita maxima) 0.133
Cera d'api 0,069

In base a questi IS, si calcola la soda.

♥ Il calcolo della soda ♥

Per calcolare la soda bisogna moltiplicare i grammi di ogni singolo grasso che intendiamo usare per il suo IS, così avremo i grammi di soda necessari per ogni singolo tipo di grasso; poi basta sommarli per avere la quantità totale di soda che ci serve.

Esempio:

Se decido di usare per il mio sapone:
700 gr d’olio oliva
300 gr d’olio di cocco

mi basta moltiplicare:
700 x 0.134= 93,8 (gr di soda necessari a saponificare l’olio d’oliva)
300 x 0.184=55,2 (gr di soda necessari a saponificare l’olio di cocco)

e infine sommare 93,8+55,2=149, cioè i grammi di soda che servono in totale.

É importante secondo me saper fare i calcoli a mano per rendersi bene conto di come funziona, comunque per accelerare i tempi si possono usare dei fogli di calcolo che si trovano in rete. Ecco il link di una tabella che fa automaticamente il conto della soda e anche dello sconto, che io trovo davvero eccezionale, dal sito ilmiosapone.it:

http://www.ilmiosapone.it/download.html (file calcolatori - il mio sapone)

Con questo calcolo otteniamo la soda necessaria per saponificare tutti i grassi. Questo ci dà un sapone perfetto per il bucato, ma forse un po’ aggressivo sulla pelle. Per avere un sapone un po’ più delicato possiamo:

1. scontare la soda
2. aggiungere oli al nastro

Scontare la soda vuol dire mettere un po’ meno soda del necessario in modo che non venga saponificato il 100% dei grassi ma che una piccola quantità di essi resti “libera” e svolga un’azione emolliente sulla pelle.
Di solito la soda si sconta del 5% . C’è anche chi la sconta fino al 9-10% però più la si sconta, più probabilità ci sono che il sapone irrancidisca, proprio a causa degli oli non saponificati. Per evitare che questo accada si possono usare degli antiossidanti, come l’oleoresina di rosmarino, o un chelante come l’etidronato di sodio (ecobio).

Per scontare del 5% si motiplica il totale di soda per 0,95
149 x 0,95 = 141,55 sono i gr di soda scontata

Aggiungere oli al nastro, vuol dire aggiungere alla fase di nastro una piccola quantità d’olio che non verrà trasformata, o saponificata, dalla soda (quindi si deve calcolare la soda solo per i grassi che si mettono all’inizio) e che quindi renderà il sapone più delicato.

♥ Procedimento ♥

Questa è l’attrezzatura che serve per poter realizzare il sapone:

• brocca di pirex, che resiste al calore della reazione fra acqua e soda
• pentolino d'acciaio (non di alluminio perché la soda lo corrode!)
• frullatore a immersione
• termometro
• mestolo di legno, che poi userete esclusivamente per il sapone
• guanti, vanno bene quelli di gomma da cucina
• occhialini di protezione
• mascherina
• forme o stampi per il sapone

Le forme di silicone per i dolci vanno benissimo e sono comode per tirare fuori le saponette quando sarà il momento di estrarle, oppure si possono usare anche contenitori di plastica come quelli per il gelato artigianale rivestiti di carta da forno per facilitare l'estrazione del sapone o i vasetti dello yogurt, sempre rivestiti, che però vanno tagliati per tirare fuori il sapone e poi buttati via. oppure ancora i contenitori tetrapak ben ripuliti, anche loro da tagliare e buttare dopo.

Procedimento con il metodo a freddo:

1. Pesate l'H2O e mettetela nel becher di pirex. Prendete la soda con un cucchiaio di acciaio e mettetela in un bicchiere di vetro o di plastica e pesatela (cucchiaio e bicchiere devono essere perfettamente asciutti).

2. Pesate gli oli (e i burri se ne avete scelti per il vostro sapone) e metteteli nel pentolino.

3. Versate a poco a poco la soda nell'acqua. Questo è il momento in cui avverrà la reazione chimica che sprigiona calore: la temperatura della soluzione può arrivare a anche a oltre 90°C. Per questo è meglio fare questo procedimento dentro il lavello (così se il becher si dovesse rovesciare, la soluzione cadrà direttamente nello scarico senza far danni) e vicino ad una finestra aperta. Ci vogliono delle piccole attenzioni: non toccare la soda con le mani nude e non fate schizzare la soluzione sulla pelle.

4. Attendete che la soluzione si raffreddi controllando la temperatura con il termometro. Quando la temperatura si avvicina ai 50° accendete il fuoco sotto il pentolino dei grassi. Se avete solo oli tenete presente che si riscalderanno davvero in pochissimi minuti, se avete burri accendete un pò prima per farli sciogliere.

5. Quando sia la soluzione che i grassi sono alla temperatura di 45°C, versate la soluzione nei grassi e iniziate a mescolare col mestolo di legno, per amalgamare il tutto.

6. Dopo aver mescolato per qualche minuto, iniziate a frullare col frullatore a immersione. Vedrete che la vostra pasta di sapone comincerà ad addensarsi. Appena tirando fuori il frullatore vedete che è abbastanza densa da "scrivere" (cioè lasciare una traccia, come un nastro) sulla superficie, vuol dire che avete raggiunto la fase del nastro. Adesso potete fare le vostre aggiunte: fragranze, oli essenziali, fiori, altri oli, ecc.

7. Versate la pasta di sapone nello stampo e copritela con un panno pesante, così resterà al caldo.

Bene, il sapone è fatto! adesso va lasciato riposare per 48 ore, per far terminare la saponificazione, dopo potete toglierlo dalla forma ed eventualmente tagliarlo. Il sapone però non è ancora pronto per essere usato: è ancora un pò caustico ed è meglio non usarlo. Inoltre deve ancora riposare in un luogo fresco e ventilato per asciugarsi così da far evaporare l’acqua che contiene a poco a poco, per raggiungere la massima qualità. Adesso infatti avremmo un sapone che si consuma troppo presto, sciogliendosi a contatto con l'acqua. Il tempo di stagionatura è minimo 2 mesi (ma più riposa meglio è), poi potrete usarlo tranquillamente.